
A un linguaggio aggressivo e ostile difficilmente seguiranno azioni o reazioni positive.
Chi comunica aggressivamente, può (forse) trovare un sollievo immediato nello sfogare le proprie frustrazioni, ma rischia di seminare malessere e disperdere energie mentali ed emotive, che potrebbero essere utilizzate in modo più proficuo.
Quando in un confronto aggrediamo l’altro è facile perdere di vista il senso della discussione perché la nostra attenzione tende a concentrarsi maggiormente sull’aggressione. Non è quello che serve, soprattutto in campagna elettorale.
Sarebbe più utile che i candidati investissero proficuamente le loro energie per migliorare la propria proposta, possibilmente discutendola con cittadini e avversari, in modo costruttivo.
Nella competizione elettorale quartese già osserviamo dei comportamenti che non condividiamo e che ci piacerebbe vedere evolvere in positivo. Alcuni esempi:
– denigrare gli avversari (invece che evidenziare la bontà delle proprie proposte e le proprie buone qualità)
– insultare le persone facendo riferimento a caratteristiche fisiche (nessuna forma fisica comporta alcuna conseguenza sulla capacità di amministrare la città!)
– esprimersi utilizzando luoghi comuni e manifestando pregiudizi (ogni cosa deve poter essere conosciuta e capita, prima di essere valutata)
– deridere i principi e valori promossi da un altro (tutto può essere discusso, anche ciò che non si condivide, invece che deriso o disprezzato)
– alludere a qualcosa di negativo sull’altro (piuttosto che portare con chiarezza e rispetto una valutazione)
Speriamo di riuscire ad assistere a un progressivo innalzamento del livello della discussione politica in città. Riteniamo ne sentano l’esigenza anche i sottoscrittori del PATTO ETICO PER LA CITTA’ DI QUARTU SANT’ELENA, (ormai più di 400), che si sono impegnati per “una campagna elettorale con linguaggi corretti e nonviolenti”.
Ricordiamo che il “clima comunicativo” più o meno violento non dipende solo dai candidati, ma anche dai messaggi e dalle aspettative che noi cittadini esprimiamo in merito. Cerchiamo di stimolare e alimentare comunicazioni non ostili e chiediamoci in che modo potremmo essere adeguatamente rappresentati e amministrati da candidati che si esprimono con modalità aggressive e distruttive.
Quanto pensate possa essere utile sostenere questo tipo di cambiamento?