Intorno al fuoco – dalla protezione alla prevenzione civile

Giovedì 27 luglio, nella biblioteca civica di Quartu, ci siamo raccolti “intorno al fuoco”.
Ad occuparci del tema degli incendi ci ha aiutato Giuseppe Mariano Delogu, ex Dirigente del Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale, e autore del Libro “Dalla parte del fuoco” (ed. Il Maestrale). La sua presentazione ha affrontato aspetti normativi, tecnici, organizzativi, politici, del controllo delle emergenze derivanti dagli incendi.
Lo ringraziamo apertamente anche qui, per averci consegnato alcuni importantissimi messaggi.

SAPER CONVIVERE COL FUOCO.
Non dimenticarsi mai che il fuoco è un elemento naturale, una fonte di energia una forza che nella storia dell’umanità è stato strumento di sviluppo e alleato dell’uomo. Il fuoco è il fuoco. Il fuoco, a volte, solo a volte e in certe condizioni, diventa incendio.

CONOSCERE IL FUOCO.
In epoca tradizionale le persone erano abituate a trattare col fuoco: pastori, contadini, boscaioli sapevano riconoscere, nel loro ambiente di lavoro, le condizioni di accumulo di combustibile naturale (legname in foresta, sterpaglie nei campi, arbusti nella macchia) che avrebbe potuto generare incendi. E sapevano trattare questa condizione critica, riunendosi e usando il fuoco “preventivo”, da loro stessi vigilato e guidato allo scopo.
Noi, uomini d’oggi, col fuoco trattiamo assai raramente. Non abbiamo più conoscenze, cultura, tecniche per conviverci o per utilizzarlo. E come di cosa non conosciuta, mentalmente ne facciamo il nostro nemico assoluto e dal punto di vista pratico commettiamo errori così stupidi e grossolani da non far credere che possano, questi, generare eventi gravi come un grosso incendio: la sigaretta accesa lanciata a bordo strada, lo smaltimento di cenere calda in ambiente, …

AFFRONTARE IL FUOCO
Il fuoco, nel tempo, è diventato sinonimo di emergenza. Molti aspetti hanno contribuito a compiere questa lenta e inesorabile virata, ma su due almeno ci preme concentrarci, anche solo per farne novero e segnalazione:
– la progressiva riduzione delle risorse finanziarie e umane destinate alla prevenzione: non si fa la prevenzione vera, quella che attua lo smaltimento e/o il riutilizzo del combustibile naturale (legna, erba secca), non si fa l’altra prevenzione, quella che contiene il monitoraggio e la vigilanza sugli ambienti, e non si fa l’altre prevenzione ancora, quella che sanzionando la negligenza limita il numero di situazioni di rischio esistenti.
– l’affermazione di un modo aggressivo, quasi militarizzato, quale unico modo per contrastare l’emergenza
I due aspetti si avvitano inesorabilmente fra loro e confermano nella società l’idea che il controllo e la prevenzione del fuoco siano argomenti esclusivamente emergenziali, ovviamente delegati alle amministrazioni e alle forze pubbliche.
Le amministrazioni pubbliche sostengono costi altissimi per gli interventi di contrasto dell’emergenza, mentre, per quanto riguarda la prevenzione, si limitano a produrre linee guida e indicazioni ai cittadini.

IL LIVELLO LOCALE
Il Comune ha delle competenze e delle responsabilità, anche in questa questione.
Il nostro ha un Piano Antincendio Comunale aggiornato al 2011. Forse varrebbe la pena che qualcuno ci lavorasse, per verificare che il suo contenuto sia ancora valido.
Un buon Piano Antincendio Comunale, certo, non elimina gli appiccatori di fuoco (dolosi o colposi che siano), ma ci piace pensare che ben redatto e soprattutto bene eseguito, un Piano Comunale possa rendere la vita molto più difficile a questi “folli del fiammifero”. E’ uno dei contributi alla prevenzione che ci aspettiamo dagli amministratori locali.
Il nostro Comune ha un rapporto altalenante con le associazioni locali di protezione civile, tale che l’atto di indirizzo per la campagna antincendio 2017 è stato adottato il 10 luglio 2017, assai tardivamente. Migliorare, chiarire, sviluppare queste relazioni di collaborazione, rientra nei doveri degli amministratori ed è una delle strade da percorrere per il monitoraggio del territorio, per la riduzione dei danni da fuoco, per l’intervento in caso di emergenza.
La società civile deve essere costantemente condotta a consapevolezza. Crediamo che non basti sparare le ordinanze a inizio stagione, sul dovere di ripulitura dei terreni privati: serve, insieme, dare importanza a quelle ordinanze sanzionando i contravventori, e dando il buon esempio attraverso la ripulitura programmata dei terreni comunali.
E la formazione, la sensibilizzazione, l’invito a contribuire tutti, ognuno nel suo piccolo, a questa tutela: invitiamo il Comune a fare lui (oltre che noi cittadini, con consueto piacere e senso di responsabilità) incontri pubblici formativi mirati alla prevenzione, lungo il corso della prossima primavera.

E NOI CITTADINI?
Abbiamo doveri, certo, e possibilità di impegno responsabile anche su questo fronte.
Dovere di informarci e di divulgare le informazioni che possediamo.
Dovere di conoscere le leggi, le prescrizioni, le sanzioni.
Dovere di eseguire prescrizioni e ordinanze che hanno per scopo la prevenzione degli incendi.
Dovere di progettare i nostri spazi esterni e il nostro arredo verde in maniera consapevole e con le cautele necessarie.
Dovere di segnalare negligenze e abusi.
Dovere di sentirci parte del nostro ambiente e di fare la nostra parte, con consapevolezza e impegno civico, anche “intorno al fuoco”.

Un ringraziamento particolare a Salvatore Sardu, per aver proposto e permesso la visione del suo documentario “Sardegna brucia”, a conclusione della impegnativa e piacevole serata.

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